La scrittura circolare è una narrazione che forma e chiude un cerchio. Rispetto ad altri tipi di scrittura che hanno una struttura lineare con incipit, sviluppo e conclusione, tre verbi guidano la scrittura circolare: informare, educare, agire. Ognuno ci aiuta a scegliere con cura le parole che pensiamo, scriviamo, diciamo e poi usiamo per plasmare le nostre azioni. È così che la scrittura circolare fa una magia senza avere la bacchetta magica. Trasforma attraverso la ragione le parole in fatti per il piacere di creare valore intorno. Ed è proprio il valore delle nostre azioni che ci distingue come persone, non credi?
Se ciò non ti convince ti invito a leggere i prossimi paragrafi per approfondire l’argomento e capire come possa aiutarti a tradurre la tua storia in un racconto circolare.
La scrittura circolare è un modo di scrivere che si presta ad essere una prova di quello che siamo e che facciamo come persone, associazioni e aziende. Richiede onestà intellettuale, cura ed empatia. Sovente, consulta un dizionario che che ha alcune pagine vissute in corrispondenza delle voci “persona”, “umanità”, “relazioni”, “dialogo”, “circolarità”. E attraverso queste racconta il brand e il suo vissuto.
Anche la tua azienda ha una storia che possiamo leggere nei testi cartacei e digitali mediante brochure, il sito web e i social media. Ma quanta circolarità c’è nella sua identità e nel modo in cui viene scritta?
Questa domanda è importante, perché da ciò si capisce se i contenuti che crei rispecchiano dall’inizio alla fine l’immagine della tua azienda online e offline, sotto le luci della ribalta e nel retroscena oppure no.
In questo modo, la scrittura circolare diventa una scrittura sostenibile, cioè capace di sostenere tutti gli aspetti comunicativi della narrazione che riguardano te e la tua azienda. Mette in luce ogni aspetto della tua storia senza sprechi perché ogni passo, ogni esperienza anche quella meno positiva conta nel percorso di costruzione della reputazione del tuo brand.
Nel frattempo la tua azienda si starà preparando a seminare le parole circolari o sostenibili per costruire le sue fondamenta solide, agire in modo responsabile ed educare chi la segue a prestare attenzione agli aspetti sociali, ambientali ed economici delle sue azioni. Come?
Seguendo i principi di rigenerazione e dell’economia circolare di cui è portatrice sana la scrittura circolare. Ti va di conoscere qualche esempio?

Come probabilmente saprai le 5 R dell’economia circolare sono: riduzione dei rifiuti, riutilizzo e riciclo, rigenerazione delle risorse e ottimizzazione del loro uso. Ma come possiamo applicarli al tuo brand?
Dal punto di vista operativo puoi seguire alcune linee guida che ti ispirano per la progettazione alla durabilità dei tuoi prodotti, servizi e della narrazione che ti riguarda. Dal punto di vista etico, invece, puoi impegnarti a creare coerenza tra ciò che fai e come lo racconti alle persone che lavorano e collaborano con te fino a quelle che acquistano il tuo prodotto/servizio. Ogni brand, compreso il tuo, ha il suo ritorno economico quando è sul mercato, ma qual è il suo obiettivo? Oggi ha senso pensare che l’unica ragion d’essere dei brand è solo vendere?
Magari sì, magari no. Intendiamoci, non siamo qui per fare la morale e sappiamo bene che le bollette non si pagano da sole. Quindi, serve una seconda ragione altrettanto importante per cui farsi conoscere. Questa motivazione riguarda il modo in cui il brand ispira nuovi valori, quelli della circolarità.
Ad esempio, l’obiettivo 12 dell’ Agenda 2030 recita “consumo e produzione responsabili”. Questo è uno dei temi più dibattuti da qualche anno. Sappiamo che le parole “consumo e sostenibilità” sono due ossimori ma ci deve essere una soluzione a questo rompicapo lessicale ed esistenziale.
Iniziamo ad applicare questo obiettivo ai contenuti che scriviamo su di noi e che condividiamo. Ricordiamoci che un testo può convertire, cioè indurre a generare pensieri e ad acquisire abitudini oltre che a vendere.
Quindi:
1. Assicuriamoci che i testi generino idee, comportamenti e abitudini rispettose e riducono il superfluo;
2. La loro comunicazione deve essere veritiera, trasparente e provabile, cioè le parole scritte devono avere un riscontro tangibile dei fatti. Solo così ottimizziamo le sue risorse.
3. Una narrazione sana e sincera del tuo brand non ha bisogno di fronzoli perché ciò che la arricchisce è ciò che già hai, ossia il purpose. Questo basta e avanza per lasciare un impatto positivo. Come?
Semplicemente mettendo al centro del tuo operato le persone, i rapporti che instauri con loro, i loro bisogni e le sfide che ti spronano a fare meglio.
A questo punto, se vuoi affinare la tecnica di scrittura circolare, approfondiamo insieme le sue caratteristiche.

Questo è il momento in cui scopriamo la simbiosi tra economia circolare e scrittura circolare. Qui alleniamo la nostra mente a compiere un esercizio di sottrazione funzionale rispetto alle nostre abitudini che ci guidano al comfort e all’abbondanza, a volte, smisurata. Perciò analizziamo una ad una le caratteristiche della scrittura sostenibile.
1.Riduzione degli sprechi: la scrittura punta all’essenziale pur non rinunciando alla chiarezza e completezza dei suoi contenuti che devono sapere riportare le informazioni utili per chi legge. Tutto ciò che è in eccesso non è funzionale, quindi sappiamo che diventerà rifiuto che traduciamo in spreco di risorse. La riduzione degli sprechi va pianificata in modo strategico sia quando si tratta di contenuti digitali che cartacei. Probabilmente dopo questa lettura, presterai attenzione all’economia dei contenuti.
2. Riutilizzo e adattabilità dei contenuti: non si butta via niente dei contenuti passati. Anzi, si rigenerano, gli si dà un nuovo taglio stilistico, si arricchiscono di novità ma non si cestinano. Non esistono contenuti che passano di moda, bensì contenuti di qualità in grado di stuzzicare la curiosità, riaccendere l’interesse dove si era spento. Ricordati che i contenuti hanno un’anima.
3. Qualità, accessibilità e longevità dei contenuti: affinché i nostri contenuti abbiano successo, devono essere empatici. Saper ispirare e motivare chi legge. Così facendo, rimarranno degli evergreen nel tempo e assicuriamo loro l’elisir di lunga vita, ossia la longevità dei contenuti. Possiamo, infatti, scegliere di modulare i contenuti. Magari li decliniamo in più prodotti di scrittura che trattano un aspetto diverso del contenuto base. Allo stesso tempo, sarà nostro compito renderli accessibili e fruibili da chiunque. Prestiamo attenzione a chi ci rivolgiamo e alle sue aspettative.
4. Condivisione e Educazione: i contenuti non vivono di luce propria. Possono avere una loro ricchezza ma si completano quando sono condivisi. Cresce il loro valore e si amplifica l’impatto positivo su chi legge e guadagna ispirazione da quel modello di contenuto. Ma quali sono i suoi effetti sui brand che la adottano?
Il primo impatto della scrittura circolare è l’umanizzazione della comunicazione del brand. La circolazione delle sue idee crea reti umane e partnership che possono avere una risonanza estesa nello spazio, per la quantità di persone che coinvolgono e sposano le stesse cause, e nella dilatazione del tempo, che viene investito per generare qualcosa di buono. E non solo.
Gli altri effetti che possiamo notare sono:

Ecco alcuni esempi di scrittura circolare da parte di brand popolari che hanno voluto integrare la circolarità nella propria attività.
1. IKEA
Se navighi sul sito dell’azienda svedese, avrai notato che esiste la sezione “l’angolo della circolarità online”. Si tratta di una strategia di marketing circolare per promuovere nella sua clientela una pratica responsabile di riuso e riciclo di oggetti di design e mobili che da noi sono considerati vecchi, non più funzionali o rotti.
Tuttavia, per altre persone diventa un’opportunità per risparmiare e trovare una soluzione ad un problema. Proprio qui entra in gioco la scrittura circolare di Ikea con il titolo “Occasioni per la tua casa. E per il pianeta”. Come puoi leggere nel testo che ti riporto sotto, possiamo individuare almeno 3 dei pilastri dell’economia circolare: accessibilità, longevità e recupero.
2. LUSH
Sul sito di Lush, azienda di prodotti per la cura della persona non testati sugli animali c’è una pagina dedicata alla Charity Pot, ossia una crema per mani e corpo molto speciale. Charity pot non è un semplice prodotto di bellezza. Sì magari avrà degli ingredienti che la renderanno diversa da altre creme. Ma ciò che la distingue è il livello di soddisfazione di chi la usa perchè sa di aver acquistato un cosmetico che fa del bene. Il prezzo di acquisto della charity pot viene interamente devoluto da Lush ai progetti legati alla difesa dei diritti umani, alla difesa dell’ambiente e alla protezione degli animali.
Sulla pagina si legge 13.700. Questo è il numero dei gruppi che Lush ha sostenuto. Tra questi ci sono le comunità locali che vivono nei territori da cui Lush ha prelevato le materie prime come l’ALOE del Kenya. In questa regione dell’Africa le donne sono state coinvolte nella coltivazione dell’Aloe così come di altre piante per contribuire a migliorare la qualità del terreno e offrire nuove coltivazioni per il sostentamento alimentare delle comunità.
3. Unilever
È un altro brand che integra la scrittura circolare nelle sue pratiche di comunicazione. È un’azienda che fa capo a oltre 400 marchi del settore alimentare e cosmetico. Unilever dal 2010 pubblica ogni anno il Sustainable Living Plan, cioè un piano della crescita sostenibile dell’azienda. All’interno del documento i contenuti sono suddivisi secondo un approccio modulare in modo che di anno in anno non sia necessario produrre nuove creatività o materiali per rendicontare la propria attività. Le informazioni possono essere aggiornate senza causare sprechi di risorse e di tempo.
Dunque, ora che conosci le basi della scrittura circolare puoi esercitarti, coinvolgere il tuo team in esperimenti comunicativi oppure il tuo pubblico con sondaggi e ricerche per scoprire quanto la tua comunicazione aziendale o del tuo personal brand è circolare.
Buona scrittura!