Un cannocchiale panoramico esplora cos'è il turismo responsabile

Come raccontare cos’è il turismo responsabile e sostenibile

Tabella dei Contenuti

Ormai da qualche tempo si scrive e si parla molto di turismo responsabile e sostenibile. Strutture ricettive, località turistiche, comuni e persone che operano nel settore turistico così come giornali hanno contribuito a diffondere questo nuovo termine. Ma qual è il suo significato? È un fenomeno destinato a durare e migliorare le abitudini del turismo oppure siamo di fronte a una moda passeggera? Tu come associazione turistica o azienda ricettiva come lo racconti?

Che cos’è il turismo responsabile e sostenibile

Ad una prima lettura, l’espressione turismo responsabile e sostenibile sembra un tutt’uno. Come se responsabile e sostenibile fossero dei semplici aggettivi che arricchiscono dello stesso significato la parola principale “turismo”. Invece non è così. Sostenibile e responsabile sono due termini simili ma con sfumature di significato diverse. Ci avevi fatto caso?

“Sostenibile” si riferisce all’impatto che il turismo può avere sull’ambiente e i suoi ecosistemi. Diversamente, la parola “responsabile” si rivolge agli effetti sociali e culturali che il turismo può generare sulle comunità locali attraverso le attività turistiche e le pratiche correlate che proponiamo e scegliamo. Per superare questo gioco semantico che c’è tra responsabile e sostenibile, li potremmo accostare alla parola “ecoturismo”.

La bussola per muoversi nel turismo responsabile e sostenibile

Definizione di ecoturismo

Letteralmente significa “turismo eco” o “turismo in mezzo alla natura”. In questo termine possono confluire il turismo sostenibile e il turismo responsabile.
Anche se, la correlazione non è proprio matematica, perché il concetto di ecoturismo è un po’ più complesso di quello che sembra. Ti ricordi la proprietà commutativa che si studiava a scuola?

Dimenticala per il momento. Ci può essere ecoturismo ma non è detto che sia sostenibile e nemmeno responsabile.
Per spiegarlo meglio, ti faccio qualche esempio. Immagina di fare un trekking in alta montagna, nel bel mezzo di una riserva naturale. Beh, stiamo semplicemente facendo turismo in mezzo al verde. Cosa, invece lo renderebbe tale?

Come rendere l’ecoturismo sostenibile e responsabile

La risposta è che dipende da come facciamo trekking. Anzitutto un trekking eco può diventare sostenibile se rispettiamo la natura con alcune accortezze come:

-intraprendere solo i percorsi indicati sulle mappe escursionistiche e che sono battuti da altre persone.
Questa opzione è la più sicura per noi e per l’ambiente circostante. Potremmo scegliere dei percorsi alternativi, magari più attrattivi per il loro aspetto selvaggio. Tuttavia la nostra scelta interferirà con l’habitat naturale della flora e fauna locale o i pascoli. Quindi non sarebbe più sostenibile ma da parte nostra un atteggiamento egoista;

-adottare un tono di voce moderato che non disturbi la fauna della montagna;

-escludere, quindi, l’utilizzo di casse per la riproduzione di musica ad alto volume;

-prestare attenzione allo smaltimento dei nostri rifiuti alimentari o a non smarrire gli oggetti che portiamo con noi;

-utilizzare dove possibile, mezzi di trasporto sostenibili. Non c’è nessuno mezzo più sostenibile delle nostre gambe o della bicicletta per raggiungere la destinazione che desideriamo. Insomma, il buon senso e l’etichetta del rispetto ed educazione valgono anche in montagna. Ricordiamoci che siamo ospiti della montagna come quando andiamo a casa di una persona.

Turista o viaggiatore nel turismo responsabile

Lezioni apprese e buone pratiche

Passo dopo passo, il nostro trekking potrebbe diventare anche responsabile se:

-scegliamo di integrare la camminata con esperienze che celebrano le tradizioni locali delle comunità che ci ospitano e valorizzano il turismo culturale;

-decidiamo di acquistare servizi, prodotti di artigianato locale o della cultura enogastronomica del territorio che favoriscono la crescita dell’economia del luogo.

Bene, ora che abbiamo fatto un po’ di chiarezza, ti spiego quali strategie di comunicazione adottare se vuoi contribuire a diffondere il messaggio di turismo sostenibile attraverso la tua attività turistica.

Strategie di comunicazione turistica e turismo responsabile

La prima regola per iniziare a definire le strategie di comunicazione turistica è sapere a chi ci rivolgiamo. Qualche paragrafo fa, mi sono soffermata a spiegarti la distinzione tra turismo sostenibile e responsabile. Invece, adesso credo sia arrivato il momento di conoscere la differenza tra turista e viaggiatore. Sai perché?

Il cuore pulsante del turismo responsabile ha come cornice questo piccolo grande dettaglio. Il turismo per essere sostenibile e anche responsabile deve evitare il sovraffollamento turistico o Overturism, una parola molto diffusa oggi.

La concentrazione eccessiva di persone tutte nella stessa località turistica crea disagi per i turisti stessi che non godono al 100% la loro esperienza e forti conseguenze ambientali e sociali che hanno un impatto talvolta irreversibile sul territorio sovraffollato.

Creare contenuti autentici e coinvolgenti

Nel momento in cui abbiamo maturato questa nuova consapevolezza, saremo in grado di creare contenuti mirati per il nostro pubblico di riferimento. 

Ad esempio, quando parliamo di turista, ci riferiamo ad una persona che viaggia principalmente per svago o divertimento. Organizza nel dettaglio la sua esperienza per assicurare comodità e il minimo di imprevisti. La sua permanenza si limita a pochi giorni o massimo qualche settimana. Il suo approccio con la comunità locale è di distanza culturale e di semplice osservazione. 

Viaggiatore, invece, è colui o colei che parte con spirito di avventura. Organizza poco o nulla del suo viaggio. Decide di partire per riconnettersi con il proprio sé e magari provare nuove esperienze di crescita attraverso il contatto con le tradizioni e la comunità locale. Ha intenzione di includersi nella novità e diversità, senza fretta. Anzi preferisce il turismo lento e sostenibile.

Adesso che abbiamo superato questa distinzione sei prontə per curare i tuoi contenuti? Chiediti qual è l’obiettivo della tua comunicazione. Stai creando contenuti per il sito web, per il blog oppure hai bisogno di leaflet da distribuire durante i tuoi workshop o eventi ecosostenibili?

In ognuno di questi casi, la tua mission rimane ferma: promuovere il turismo responsabile attraverso le parole e la proposta di esperienze circolari. I tuoi contenuti racconteranno storie di scambi inclusivi, solidarietà umana e di circolarità applicata al turismo.
Ecco i consigli che ti suggerisco di seguire.

I 5 assi dei contenuti per il turismo responsabile:

I 5 assi dei contenuti per il turismo responsabile:

-racconta storie con l’intento di educare e sensibilizzare più persone sul turismo responsabile.

-metti in circolo le storie delle persone che viaggiano. Condividi la loro esperienza. C’è chi ha cambiato la prospettiva del proprio viaggio dopo aver visitato un determinato luogo. Altrə hanno deciso di fermarsi a vivere lì cambiando vita. Magari, l’hanno arricchita di senso facendo del bene ad altre persone. Hanno contribuito a costruire strutture sanitarie, case e scuole per garantire la sicurezza, il benessere e lo sviluppo del territorio con un piccolo contributo.

-diffondi l’importanza degli scambi e dell’arricchimento umano e culturale che nascono tra le persone in viaggio e le persone che abitano le località turistiche. Quando il viaggio non è mordi e fuggi, le occasioni di instaurare rapporti umani di valore si moltiplicano.

-semina le testimonianze delle comunità locali che dimostrano come sia possibile fare turismo etico senza interferire sugli equilibri sociali.

Ricordati, però, di raccontare con cura l’esperienza che vorresti proporre. Per questo ti consiglio di curare il linguaggio della tua comunicazione.

Guida al linguaggio inclusivo nel turismo responsabile e sostenibile

Guida al linguaggio inclusivo ed empatico per comunicare il turismo responsabile

Anche il linguaggio fa la sua parte. Scegliamo di adottare parole che abbiano il più possibile rispetto di ogni cultura, religione, sesso e genere a ogni latitudine. Se vuoi allenarti nell’uso del linguaggio inclusivo ti suggerisco di leggere Scrivi e lascia vivere di Alice Orrù, copywriter freelance  e Valentina Di Michele, madrina dello Ux Copywriting e del linguaggio inclusivo in Italia.

1.Evita gli stereotipi culturali. Es: “gli abitanti sono sempre sorridenti e felici e pronti ad accogliere con canti e balli tradizionali i turisti”.
Su che base possiamo decretare che le persone di un determinato posto siano “sempre sorridenti e felici”? Diffondere degli stereotipi culturali non fa altro che aumentare le distanze e le contrapposizioni fra le persone.

2. Evita l’ageismo e l’abilismo. Sono due forme di discriminazione che si traducono in pregiudizi e parole non inclusive volte a svalutare le persone. Il primo sulla base della loro età anagrafica in modo trasversale (vale sia per le persone giovani che per le persone anziane). Il secondo sul concetto di abilità o “normalità” in contrapposizione alla disabilità.

 3. Usa un linguaggio chiaro, accessibile e rispettoso pe tutte le persone. Ricordati che le informazioni devono essere esaustive ma concise, offrire soluzioni a problemi o fornire informazioni aggiuntive sui servizi e la loro modalità di fruizione per le persone disabili.

4. Preferisci un linguaggio positivo, empatico e motivante. Ricordati che al centro del racconto ci sono le persone, la loro identità, la loro cultura e la loro storia. Ogni storia conta come quelle che ti propongo nel prossimo paragrafo.

Esempi di successo di turismo responsabile e sostenibile
Esempi di successo nel turismo responsabile e sostenibile

È giunto il momento di analizzare con te alcune iniziative di enti no profit che hanno contribuito a diffondere il turismo responsabile e sostenibile con successo.

1.Comunità Montana Valli di Lanzo (Italia)

È un’associazione di Comuni che sorgono nella Valle di Lanzo in Piemonte e che hanno fatto rete per preservare il territorio montano e le tradizioni. Siamo nel cuore delle Alpi Graie dove i sentieri storici delle mulattiere sono stati recuperati per itinerari di trekking e promuovere la cultura, in particolare quella della minoranza linguistica francoprovenzale, una lingua galloromanza e l’economia delle valli senza compromettere l’ambiente.
Infatti, È possibile immergersi non solo nella natura delle Valli ma anche nella storia perché il territorio è ricco di ecomusei, cioè musei dedicati alla natura e altri dedicati alla Storia Alpina, della Resistenza Partigiana e le tradizioni artigianali delle comunità locali. 

2.Planeterra Foundation (Internazionale)

È un’organizzazione no profit internazionale canadese che promuove progetti di turismo di comunità o turismo comunitario in tutto il mondo. Questa forma di turismo si basa sul coinvolgimento delle comunità locali nella coordinazione delle attività turistiche legate al loro territorio. Così facendo le comunità locali sono incentivate ad avere un ruolo attivo nella promozione turistica del territorio in cui vivono. Si impegnano nella valorizzazione delle risorse del territorio e nella preservazione delle proprie tradizioni. Questa forma di turismo è una soluzione intelligente per il raggiungimento dello sviluppo territoriale di un territorio, senza compromettere i suoi equilibri e poi punta allo sviluppo economico e sociale delle comunità locali. Non c’è sfruttamento o depauperamento delle risorse o delle popolazioni locali. Anzi, il turismo comunitario è il motore della loro unicità e la chiave di volta per superare le sfide e le barriere che spesso si pongono come ostacolo allo sviluppo di una realtà sociale e comunitaria. Ad esempio permettono di lottare per la parità di genere, favorire l’accesso all’istruzione per bambini e bambine, integrare le conoscenze e il saper fare delle persone anziane con quello delle persone giovani.

Conclusioni

Sono giunta alle battute finali di questo blog-post e spero ti sia stato di ispirazione. Ti invito a prenderti qualche minuto per riflettere sulle tue abitudini di viaggio o sul modo attraverso cui fai divulgazione turistica. Come vedi le nostre parole, contenuti e scelte hanno il potere di orientare le azioni e modellare le abitudini. Affinché queste ultime siano sempre più responsabili e attente ti consiglio di approfondire i casi studio che ho citato nel penultimo paragrafo e diffondere il verbo. Solo così potremo contaminarci per generare un impatto positivo quando viaggiamo.
A presto!

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