La comunicazione sostenibile è una forma di comunicazione simmetrica

Comunicazione sostenibile: mettere in circolo valore

Tabella dei Contenuti

L’espressione “comunicazione sostenibile” sta diventando una costante nel green marketing e nella strategia comunicativa di diverse aziende.

Si presenta sotto il manifesto di comunicazione green. Un approccio virtuoso in cui si invitano i clienti  a osservare e premiare le scelte ecologiche che le aziende compiono nel proporre servizi o prodotti.  

Post social, caroselli, testi istituzionali e aziendali, infatti, sottolineano la dimensione ambientale come favorita. 

Così facendo, però, si rischia di raccontare a metà una realtà che, invece, ha tanti strati narrativi, voci, occhi, mani e orecchie.

Ho deciso, perciò, di mettere in luce l’aspetto su cui ci si sofferma meno, la relazione.

Indagare la natura e la qualità delle relazioni è, a mio avviso, il punto di partenza per valutare quanto comunicazione e sostenibilità siano legate.

La strategia, i bilanci e le rendicontazioni di sostenibilità sono solo numeri senza la componente umana.

Che ne dici di andare a scandagliare il valore dei legami nella cosiddetta comunicazione consapevole?

Cos’è la comunicazione sostenibile?

La comunicazione sostenibile è una comunicazione di tipo sistemico. 

Come ogni sistema è un insieme di parti. Nessuna di queste prevarica sulle altre bensì ognuna svolge il compito di garantire l’unitarietà del tutto.

Ma, affinché ogni parte rimanga salda al suo interno, c’è bisogno di una solida relazione tra le parti. 

Il suo baricentro è costituito da genuinità, rispetto e reciprocità.

Infatti, Il tipo di relazioni che un’azienda crea e coltiva nel tempo da forma alla qualità della sua comunicazione circolare

Pensiamo alle relazioni che un’azienda genera sin dal primo giorno con le persone con cui collabora, stakeholder esterni, il territorio e poi i clienti.

Sono l’esercizio di una comunicazione che è capace di accogliere e includere chi è altro da sé nel proprio tessuto relazionale, valoriale e di obiettivi.

La cura, quindi, delle relazioni è il primo presupposto per raggiungere la vetta della fiducia e dell’affidabilità.

Ma come è possibile conservare le buone intenzioni che le relazioni hanno all’inizio?

La comunicazione sostenibile è una comunicazione gentile, vera e rispettosa tra persone che condividono gli stessi valori.

La comunicazione consapevole è un esercizio di gentilezza

Per conservare le relazioni nel tempo bisogna essere portatori di onestà intellettuale e umana come fossero acqua nel deserto.

E, non di meno, coltivare l’assertività, cioè promuovere le proprie idee e i propri interessi pur rispettando chi abbiamo di fronte. 

Viene da sé che le strategie psicologiche che incontriamo in molti ambienti professionali o situazioni di partnership vanno in una direzione contraria alla comunicazione consapevole e gentile.

Pensiamo a fenomeni sempre più frequenti come il Ghosting ( interrompere in modo brusco le relazioni o comunicazioni per non doversi confrontare) o  peggio ancora, il Gaslighting ( l’esercizio di potere manipolatorio su una o più persone).

Bene, questi esempi, sono molto lontani da una comunicazione che si professa “vicina o amica della natura”.

Il tipo di relazioni che, invece, vogliamo vedere, applicare e mantenere in ogni comunicazione è simmetrico o paritario. 

Che caratteristiche deve avere la comunicazione sostenibile?

La qualità della comunicazione dipende dal grado di responsabilità e impegno delle persone che sono coinvolte. Quelle che condividono l’interesse a farla funzionare agiscono per: 

  • il rispetto del tempo altrui, delle diversità e delle molteplici professionalità che caratterizzano le persone che vivono l’azienda.

  • la chiarezza e l’accessibilità delle parole. In comunicazione è un dovere tralasciare l’ambiguità. Comunichiamo per creare relazioni, confronti, dialoghi. Ha senso, quindi, usare un linguaggio che sia il più possibile comprensibile e che favorisca le interazioni.

  • l’inclusività e l’ascolto plurale. Integrano ogni singola voce che entra in contatto con il macrosistema aziendale per arricchirla di prospettive e significati. Ciò presuppone un mindset di apertura e di flessibilità.

  • la coerenza tra valori e azioni. I valori di un’azienda quando aderiscono alle  azioni dimostrano quanto il sistema aziendale è congruente con la sua comunicazione. Ai valori corrispondono i fatti.

  •  Lungo termine e relazioni durature. Le relazioni genuine non conoscono la strategia. Sono il frutto di un “do ut des”, un circolo virtuoso di supporto continuo.
La comunicazione consapevole si costruisce a partire dalla condivisione di responsabilità e impegno tra i suoi attori che si sostengono a vicenda come i mattoncini lego.

La nascita delle connessioni nelle relazioni professionali

Le relazioni professionali possono diventare connessioni umane che si sviluppano a di là dei confini lavorativi. Quando investiamo di significato ogni sguardo, parola o gesto nelle interazioni quotidiane creiamo valore.

  •  All’interno delle aziende.  È possibile creare interdipendenze attraverso una comunicazione co-creata da intelligenze umane multiple. Diamo vita a corridoi sociali in cui ci mettiamo per davvero nei panni dell’altro per arricchire e arricchirci di umanità e gentilezza.

  • Con partner e collaboratori esterni. Ci completiamo grazie all’affinità di interessi e valori che incarniamo.

  • Nelle comunità locali e con gli stakeholder territoriali.  L’attenzione verso il territorio e  le comunità si costruisce con la pazienza. E in effetti, le relazioni territoriali durature nascono quando si ha voglia di sporcarsi le mani, senza aspettarsi nulla.

Quali sono gli errori più frequenti?

Spesso l’ansia di dover comunicare a tutti i cost il nostro punto di vista non è una buona consigliera.

La conseguenza è la perdita del focus della nostra comunicazione. Tutti i buoni propositi che ci eravamo prefissati vengono eclissati in una manciata di secondi da:

  • promesse senza azione → la comunicazione che non è seguita dai fatti è poco credibile

  • autoreferenzialità →  raccontare una parte della storia aziendale, quella fatta di soli successi, funziona a metà. Non trascuriamo l’importanza delle relazioni e degli attori che ci hanno favorito e supportato. Sono la nostra fortuna e rappresentano ciò che ci rende interessanti.

  • sottovalutare la dimensione emotiva → le relazioni si costruiscono con empatia e sensibilità.

  • strumentalizzare la sostenibilità → cambiare di continuo obiettivi di comunicazione green oppure comunicare solo per marketing e non per reale impegno.
Il green storytelling è come una goccia d'acqua capace di instillare il cambiamento verso una comunicazione consapevole, gentile e responsabile

 Il green storytelling per una comunicazione aziendale unica

Anche la narrazione ha la sua rilevanza nella costruzione di una comunicazione coerente e rispettosa. Il senso del green storytelling è educare, ispirare e coinvolgere nell’agire responsabile.

Pertanto non puoi fare a meno della: 

  • completezza: racconta a tutto tondo la storia, gli sviluppi e i punti di arrivo della realtà aziendale

  • riflessività: stimola la riflessione e instilla la goccia che sa creare cambiamenti graduali nell’approccio alle situazioni, alle sfide e alle questioni che riguardano la collettività.

  • persuasione: invita ad agire, a prendere una posizione che aiuti a dare un futuro alla narrativa e un riscontro nei fatti. 

Oltre il green marketing per dare forma ad una comunicazione davvero sostenibile

Comunicare in modo sostenibile significa andare oltre il green marketing inteso come leva promozionale. Il vero cambiamento avviene quando si passa dalla narrazione alla pratica. Ma come possiamo farlo?

Un buon punto di partenza è chiederci se l’impegno, la coerenza e la trasparenza che dichiariamo nei nostri canali ufficiali social, siti istituzionali e report aziendali si riflettono anche nelle nostre interazioni quotidiane.

Li riscontriamo nelle email che scriviamo, le telefonate che facciamo (o che evitiamo), le risposte che forniamo ( o non forniamo) al termine di un processo di selezione, all’inizio di una partnership o durante l’onboarding di nuovi collaboratori? 

Il passo successivo consiste nel lavorare per allineare parole e azioni.  Solo così la sostenibilità smette di essere un’etichetta e diventa un valore sincero.

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