La comunicazione circolare è una comunicazione gentile e inclusiva. È la comunicazione della costruzione solida di un progetto dove non esistono barriere linguistiche, culturali, di status sociale o economico. Per usarla non serve un brevetto speciale ma tanta pratica. Se vogliamo comprendere a fondo la sua natura, chiediamoci prima il significato della comunicazione più in generale.
La comunicazione è lo strumento che tutti noi abbiamo a disposizione per connetterci con le persone vicine e lontane. Deriva dal latino “communio” cioè mettere in comune. Quindi, condividiamo informazioni anche quando sembra che non stiamo comunicando.
Ciò accade perché “è impossibile non comunicare” come diceva Paul Watzlawick, massimo esponente della Scuola di Palo Alto. Secondo lo psicologo e sociologo viennese siccome la comunicazione fa parte del nostro comportamento, comunichiamo qualcosa anche quando stiamo in silenzio.
L’atto di comunicare si trova allo stesso livello dell’agire. La comunicazione è il Caronte delle nostre azioni. Traghetta, o meglio traduce i nostri pensieri e le nostre idee in stili di vita e azioni politiche, economiche, ambientali e sociali. Quanto, però, dei nostri stili di vità sono circolari, ci hai mai pensato? Quante azioni delle nostre aziende o associazioni di cui facciamo parte rientrano nel modus operandi circolare?
Per saperlo, ti invito attraverso questo articolo a riflettere su come comunichiamo con noi stessi e le altre persone. Probabilmente la prima risposta l’avrai proprio dall’analisi della tua comunicazione.

Cos’è la comunicazione circolare?
La comunicazione circolare è la comunicazione del rispetto verso noi stessə e altre persone e l’ambiente. Non si sviluppa su un asse orizzontale o verticale e non ha ritorno. Piuttosto ha una forma circolare. E come un cerchio non ha mai una fine. Le parole circolari che usiamo non arrivano mai ad un capolinea.
Nella comunicazione circolare le parole seguono un flusso infinito e rigenerativo. Questa è la sua identità e ciò che la differenzia dalla comunicazione tradizionale, ossia la comunicazione lineare che per molto tempo abbiamo usato perché pensavamo fosse più professionale e autorevole in molti contesti. Ma la comunicazione circolare non è una comunicazione di seconda categoria, anzi.

Comunicazione circolare vs Comunicazione lineare: differenze chiave
Probabilmente saprai che la comunicazione lineare è il primissimo modello di comunicazione che conosciamo. È la comunicazione tipica dei primi mezzi di comunicazione come la radio e la televisione su cui i sociologi della comunicazione tra gli anni ‘40 e ‘80 del ‘900 hanno sviluppato le loro teorie divise tra apocalittici e integrati.
Si tratta, infatti, di una comunicazione unidirezionale. Pensiamo alla comunicazione postale. Immagina di essere tu il mittente e di voler scrivere una lettera da indirizzare ad un persona a te cara. Non sappiamo se riceverai una risposta. Ma siamo certi che la tua comunicazione è passata da un punto A a un punto B. Ecco, questa è la comunicazione lineare che non si cura di un possibile feedback perché l’obiettivo primario è liberare le parole che tratteniamo.
La comunicazione circolare, invece, è la comunicazione del ritorno. È un cerchio infinito che da spazio al dialogo e alla costruzione di nuove idee e progetti. C’è un flusso continuo di parole che percorre non una, ma due vie che si incontrano e generano valore aggiunto. Pertanto, studiare la comunicazione circolare e le sue caratteristiche ci aiuterà a comprendere più a fondo il suo perché e la sua unicità.

Elementi fondamentali della comunicazione circolare
La comunicazione circolare ha delle caratteristiche che la rendono infinita. I suoi tratti identificativi forniscono un vantaggio comunicativo nel processo di scambio delle informazioni tra due persone che rappresentano le loro visioni aziendali. Vediamoli uno per uno:
1. Feedback continuo
Comunichiamo per dare e ricevere, non dimenticarlo! Questo tipo di comunicazione presuppone un feedback continuo ed esclude gli atteggiamenti da solista degli interlocutori e delle interlocutrici. È una comunicazione che vive di costanza e di reciprocità. Dare per ricevere in cambio. La generosità con cui guarda in faccia al futuro esclude l’uso dei segni di interpunzione se non per piccole pause, per riprendere fiato.
2. Trasparenza e fiducia
La parola d’ordine in questo caso è democrazia. La comunicazione non si nutre di gerarchie decisionali. Tutte le persone che prendono parte al flusso comunicativo apportano idee che condividono in modo trasparente e con fiducia verso le intenzioni altrui. Senza la fiducia non potremmo dare vita ad un circolo infinito di idee e di parole. Fiducia e circolarità sono i due termini essenziali della comunicazione circolare. Quando è stata l’ultima volta che hai comunicato con fiducia in chi ti stava davanti?
3. Coinvolgimento e partecipazione attiva
La comunicazione circolare è una palestra di civiltà e di corresponsabilità. Tutte le persone che prendono parte al flusso della comunicazione circolare diventano sensibili e consapevoli di ciò che le circonda e di come agire in modo funzionale nel processo di realizzazione della circolarità. Solo così ci sentiamo davvero persone coinvolte e parte attiva di un progetto che vale la pena di compiere e di vivere. Quando è che ti sei sentito o sentita così? Per te come professionista della sostenibilità o per la tua azienda o organizzazione mettere in pratica i capisaldi della comunicazione circolare deve essere un percorso fatto di confronto costruttivo, dedizione e ricerca affidandosi anche alle capacità e competenze di figure professionali esperte.

Come applicare la comunicazione circolare in azienda
Negli ultimi anni c’è stata un’esplosione del tema della sostenibilità e molte aziende, tra cui magari anche la tua, hanno iniziato ad avvicinarsi alle tematiche. Tuttavia parlarne non è sufficiente. Bisogna affinare il linguaggio, la comunicazione, avere padronanza delle tematiche per farsi capire e per generare il dialogo, quel motore che fa la differenza nella circolarità. Quante volte, avresti voluto comunicare ma non avevi una piano di azione concreto tra parole e azioni?
Ecco che per ovviare al problema ci sono delle figure professionali come i consulenti di sostenibilità e gli ESG Advisor che possono fare al caso tuo. Sai già di cosa si occupano?
Il ruolo dei consulenti nella transizione verso una comunicazione circolare
Sono professioniste e professionisti che hanno competenze tecniche, analitiche e comunicative ed esperienza sui temi ESG per la gestione ambientale sociale e gestionale di un’azienda. Possiamo semplificare il loro operato in un elenco di azioni funzionali per aiutarti a realizzare la circolarità.
-Conoscono i fondamenti della comunicazione circolare e della comunicazione efficace: la loro conoscenza è fondamentale per supportare la tua azienda nella definizione del tono di voce, del linguaggio chiaro e trasparente da adottare per veicolare la missione dentro e fuori il proprio perimetro aziendale. Ogni azione prima di compiersi è preceduta da un pensiero e da parole che hanno la forma di obiettivi. Se abbiamo chiaro dove vogliamo andare e cosa vogliamo comunicare, saremo certamente in grado di raggiungere quegli obiettivi nel medio e lungo periodo.
-Analizzano, misurano e valutano il contesto aziendale e lo scenario di riferimento: lavorano sull’individuazione degli indicatori attraverso cui misurare l’efficacia della comunicazione circolare; valutano l’impatto della tua politica aziendale, individuano le risorse da utilizzare e implementare tra quelle che hai a disposizione, ti propongono strategie di miglioramento della performance aziendale.
-Definiscono la strategia di comunicazione circolare online e offline: una volta che hanno chiaro il contesto in cui opera la tua azienda, possono disegnare e aiutare ad applicare la strategia operativa dell’ azienda in modo coerente con la tua identità e i tuoi valori. Come? Individuando gli strumenti e i canali di comunicazione per divulgare il tuo piano operativo, i risultati raggiunti e avanzare proposte di miglioramento per coinvolgere il tuo target di mercato.
Attenzione però. Non credere che i consulenti ti forniscono la ricetta della sostenibilità facile con la funzione integrata dei tasti Ctrl + C e poi Ctrl + V. Il loro compito non è la magia, bensì la fornitura di strumenti per rendere la comunicazione circolare empatica e umana in modo da raggiungere il maggior numero di persone.
Una volta che avremo imparato a comunicare in modo circolare potremo toccare con mano i vantaggi della comunicazione circolare. A proposito sai quali sono?

Come la comunicazione circolare può diventare un vantaggio competitivo
La comunicazione circolare ha molti vantaggi dentro e fuori dall’azienda. Se si pratica in modo corretto e trasparente tra collaboratori, fornitori e clienti diventa la chiave di volta verso il successo aziendale. Perché ti starai chiedendo? Vediamolo insieme! I vantaggi che puoi trarre sono:
- il Rafforzamento della reputazione aziendale: se la tua azienda comunica in modo circolare si vede e si percepisce. Te ne accorgi perchè la tua brand reputation cresce. Le persone che sono coinvolte nel tuo progetto o che si avvicinano alla tua realtà avvertono la fiducia, toccano con mano la trasparenza dei tuoi valori e soprattutto delle tue azioni. Quando un collaboratore o una collaboratrice, un o una cliente si sentono parte di una non vedono l’ora di salire a bordo dell’esperienza aziendale, allora significa che hanno provato le sensazioni di accoglienza, coinvolgimento e comprensione dei propri bisogni. Quello che ne viene è la costruzione della solidità della struttura aziendale, del suo futuro e della reputazione. Il Miglioramento dell’esperienza della clientela: si realizza quando la tua azienda allena la sua capacità di mettersi nei panni dell’altra persona. Ciò presuppone un’empatia spiccata, la capacità di sentire quello che sente l’altro e impegnarsi per farlo sentire a suo agio. È qui che sta la differenza tra offrire un servizio o prodotto solo per vendere dall’obiettivo invece di generare valore nell’altro, dare uno spunto per evolversi o per impegnarsi in qualcosa che lo fa sentire migliore e a suo agio.
- l’Aumento della fidelizzazione dei clienti: la comunicazione circolare permette alla tua azienda di mettersi nella posizione di ascolto attivo rispetto alle esigenze della tua clientela. Questo non è un atteggiamento di riverenza per ottenere in cambio qualcos’altro. Si tratta, piuttosto, di una mossa intelligente e di un’opportunità per affinare l’ascolto, la propria comunicazione e l’umiltà di capire dove sta il margine di miglioramento per offrire prodotti e servizi che siano più vicini al sentire delle persone.
- il Vantaggio competitivo sul mercato che la tua azienda circolare avrà sarà la differenziazione. Sono la tua empatia, gentilezza, autenticità e trasparenza che ti contraddistinguono e rappresentano i catalizzatori del risultato ottenuto. Il tuo vantaggio sarà relazionale e umano, oltre che economico. Il vantaggio competitivo della tua azienda sul mercato sarà la prova del 9. Sarà il frutto di ciò che hai attratto, della tua comunicazione e della sua efficacia. Inoltre, al di la dei vantaggi che la comunicazione circolare può apportare, se è interiorizzata e applicata può davvero plasmare una società e darle una nuova direzione verso una produttiva positiva, non tossica e rispettosa di ciò che la circonda veramente.
Case study sostenibile: Semco Partners e il dialogo in azienda
A questo punto, ti porto all’attenzione uno dei più importanti esempi di avanguardia circolare a livello di comunicazione e di organizzazione aziendale nel mondo, Semco Partners.
L’azienda brasiliana è una holding finanziaria nata dalla vecchia Semco Group, azienda che si occupa di progettazione industriale e ingegneristica. Agli inizi degli anni 90 il suo attuale CEO Ricardo Semler ha ereditato dal padre la Semco Group, un colosso industriale basato su un modello lavorativo tradizionale: gerarchico e autoritario. Però, la sua esperienza di vita lo ha condotto a cambiare il paradigma produttivo e lavorativo. Semler ha voluto creare un modello aziendale basato su una comunicazione circolare, inclusiva e di confronto costruttivo con tutte le persone che lavorano con lui che siano partner, fornitori, collaboratori e clienti
Oggi Il suo lavoro e il rapporto che negli anni ha creato con i suoi stakeholder dimostra che dal dialogo ad ogni livello può nascere un modello aziendale di successo e solido.
Modello aziendale circolare di Semco
Nel dettaglio il modello aziendale Semco si articola sui questi principi:
1. Flessibilità dell’orario lavorativo e a livello operativo. Ogni reparto produttivo in Semco decide in autonomia come gestire il proprio orario lavorativo flessibile senza che vi siano ripercussioni sulla salute delle persone anzitutto e sulla produzione dell’azienda. Il management, se così lo si può definire, invita le sue persone a prendere dei giorni liberi durante la settimana lavorativa senza aspettare il weekend per dedicare tempo a sè stessi e alle proprie famiglie.
2. Partecipazione e Trasparenza. Le persone che lavorano per Semco possono partecipare ai processi decisionali dell’azienda in prima persona o attraverso il proprio il comitato dell’unità di appartenenza. Accedono ai libri contabili, indagano sui processi produttivi e aziendali portando avanti anche indagini negli altri reparti o intervistando i colleghi. Ciò permette a ciascuna persona di avere consapevolezza in modo concreto dei processi gestionali dell’azienda per cui lavora e in caso avanzare proposte di miglioramento.
3. Metacognizione professionale. Ogni persona che lavora è spronata ad auto-valutarsi. Così facendo, in modo autonomo ciascuno potrà avanzare la sua proposta di retribuzione che gli o le spetta a partire dalla selezione. Il colloquio di lavoro è un processo bidirezionale in Semco. Candidato e azienda si esaminano a vicenda. E qualora dovessero scegliersi durante il primo anno di assunzione ogni lavoratore è tenuto a cambiare ogni mese il reparto di lavoro in modo da riconoscere le sue reali attitudini da implementare con una formazione dedicata ed insieme all’azienda essere sicuri della durabilità della loro unione.
Quindi, questa procedura dimostra come la solidità dell’azienda non si misura nel numero dei benefit distribuiti tra le sue persone(benefit che tra l’altro sono stati eliminati) ma nella libertà e possibilità di fare qualcosa di positivo per la propria azienda in modo attivo e non limitarsi ad essere un suo esecutore o esecutrice.
Così facendo l’azienda allena un modello di leadership sostenibile, aperta al dialogo e ad una comunicazione circolare che si pratica a livello sociale, relazionale e professionale.
Conclusioni: implementare la Comunicazione Circolare per un Futuro Aziendale Sostenibile
Eccoci alle battute finali di questo articolo! Spero che ti abbia ispirato o ispirata per accogliere nella tua azienda o piccolo business i fondamenti della circolarità comunicativa.
Ricordati che la comunicazione circolare così come la sostenibilità sono dei percorsi di crescita e di miglioramento. Richiedono l’esercizio della pazienza, dell’ascolto riflesso e verso l’esterno, È vero, ci sono delle regole che puoi seguire ma ciò che farà davvero la differenza sarai tu con i tuoi valori e le relazioni che avrai costruito attorno. Queste ultime racconteranno chi sei, il tuo impegno e la tua mission più di qualunque alto testo descrittivo sul tuo sito o biglietto da visita.

