Viaggi sostenibili: due persone, un uomo in bici e una donna a piedi si sorridono guardando il mondo

Viaggi sostenibili: come diventare viaggiatori responsabili

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Viaggiare è una delle attività esplorative più antiche al mondo. Se in passato il sentimento di conquista era il motore primario del viaggio, oggi è la curiosità a indurre le persone a viaggiare. Si ha voglia di conoscere mete nuove e godere della bellezza dei luoghi, ricchi di attrazioni paesaggistiche, spirituali o artistiche.

Per molto tempo, purtroppo, la parola  “viaggiare” ha avuto un’accezione egoistica. Si è inteso il viaggio come modo per soddisfare desideri individuali e il semplice  bisogno di scoperta.

Oggi, però, stiamo assistendo ad un cambio di prospettiva con i viaggi sostenibili. Sappiamo che il viaggio si riflette anche sulle persone che accolgono i visitatori. La realtà vede gli abitanti delle città o dei villaggi ospitanti subire gli effetti del turismo.

Alla luce di questa fotografia, perciò,  il viaggio diventa un affare collettivo. Un argomento che diventa un affare collettivo e su cui è necessario interrogarsi per renderlo più sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale e culturale.

Cosa sono i viaggi sostenibili?

I viaggi sostenibili sono grandi opportunità di crescita. La poetessa candese Anne Carson scriveva che l’unica regola del viaggio è “non tornare come sei partito o partita”. 

In effetti, ogni viaggio arricchisce lo spirito e la mente.  E potremmo aggiungere che ha il compito di migliorare l’esperienza di tutte le persone coinvolte. Sia chi viaggia che chi ospita ha il diritto al rispetto dell’identità delle proprie origini.

Questo è il senso e il compito dei viaggi sostenibili. Bisogna ripensare al modo di vivere e fare il turismo. Il turismo tradizionale così come è stato praticato per anni non è sostenibile per la natura, i suoi ecosistemi e per le comunità che ospitano.

Al contrario, Il turismo responsabile è la valorizzazione degli incontri umani, della cultura, dell’ambiente e dell’economia dei territori.

Ma come si fa a passare da un turismo che è fino a sé stesso, che prende senza dare ad un turismo generoso e rispettoso?

Quali sono i viaggi sostenibili?

Anzitutto bisogna riflettere su cosa è il turismo responsabile e sostenibile. Ciò che determina un viaggio sono le scelte che lo riguardano. La meta, i mezzi di trasporto e i servizi turistici  sono i fattori che distinguono un viaggio sostenibile da un viaggio “mordi e fuggi”

Viaggiare in modo responsabile significa praticare il turismo lento. Assaporare ogni momento, compresi gli imprevisti. Esistono diverse alternative al turismo di massa e al sovraffollamento dei luoghi turistici.

Ad esempio ci sono i viaggi naturalistici che prediligono il contatto con la natura. Questi offrono l’opportunità di esplorare riserve naturali come boschi, corsi d’acqua attraverso le attività di trekking e di campeggio consapevole.

Ci sono le esperienze di turismo rigenerativo. Un modello virtuoso in cui l’obiettivo è vivere i luoghi in modo attivo senza danneggiare ciò che sta intorno.

Il viaggiatore decide di ripagare l’ospitalità del territorio prendendo parte alla pulizia di spiagge, iniziative di conservazione della biodiversità e progetti di riforestazione. C’è poi il turismo culturale e di comunità. Al centro di questo esempio ci sono le esperienze umane che si basano sullo scambio linguistico e culturale.

Turismo di comunità: il cuore dei viaggi sostenibili

Nel turismo di comunità chi viaggia è più che un viaggiatore o visitatore. È un ospite attivo che è pronto a farsi coinvolgere e condividere esperienze autentiche.

Il viaggiatore soggiorna in case famiglia e prende parte alle loro attività quotidiane. L’esperienza che vive è di tipo immersivo. Impara a cucinare i piatti locali, conosce costumi ed usi in modo diretto. 

Ciò fa sì che il viaggiatore diventi sostenitore e promotore di questo tipo di turismo in lungo e in largo. Egli contribuisce alla sua diffusione e allo sviluppo economico e demografico della comunità che investe tempo e risorse nella cultura dell’ospitalità.

Benefici del turismo di comunità sul territorio

Come hai potuto notare, quindi, il turismo di comunità è un’esperienza indelebile. A differenza di altre forme di viaggio di cui rimane un ricordo labile, questa forma di turismo ha un ruolo educativo. Insegna il sentimento civico, la cura del prossimo e la reciprocità. 

Grazie al turismo di comunità le popolazioni locali riscoprono la ricchezza della propria cultura e le risorse che regala il territorio. Il turismo diventa l’opportunità per dare una seconda vita a posti abbandonati, di rinnovare tradizioni e usanze del passato che hanno una grande dignità e che sottolineano il loro essere innovativo sin da tempi non sospetti.

La nascita di strutture ricettive e servizi turistici unici diventano una fonte di reddito aggiuntiva per chi vive in una data comunità e un’esperienza emotiva inestimabile per chi ha la possibilità di visitarla ovunque nel mondo.

Dove fare viaggi sostenibili?

Il concetto di viaggio sostenibile non si limita a una destinazione specifica. In tutto il mondo ci sono luoghi che meritano di essere conosciuti, conservati dal passare del tempo e valorizzati.

Magari si può scegliere di raggiungere luoghi che sono stati riqualificati e contribuire a promuovere e diffondere la loro cultura storica, enogastronomica, artigianale e ambientale.

In Italia, ad esempio, diverse aree sono state riscoperte grazie allo sviluppo del turismo rurale. Un’ esperienza di viaggio che invita le persone ad apprezzare le abitudini della vita semplice di campagna, i prodotti della terra e il contatto umano.

Un’occasione per vivere le proposte delle fattorie didattiche, ammirare la bellezza dei borghi più belli d’Italia e i servizi turistici che raccontano il territorio tra cui la scoperta delle antiche vie di pellegrinaggio.

Turismo lento dei cammini: un percorso verde di ciottoli

Il turismo lento: cammini e antiche vie di pellegrinaggio

Grazie alla rivalutazione dei cammini storici come  il Cammino di San Francesco, la Via Francigena, la Via Romea Germanica e il Cammino di Oropa da qualche anno si sta diffondendo il turismo lento.

Persone da ogni latitudine decidono di partire con lo zaino in spalla,  a piedi o in bici.  Non contano i chilometri macinati o il tempo di arrivo. L’importante è riconnettersi con il proprio corpo e anima.

Interessano le opportunità di contaminazione di vissuti umani, abitudini di vita e la ricchezza storica di tantissimi luoghi da cui ancora a distanza di millenni abbiamo tantissimo da imparare. Questo lo sanno bene i pellegrini francigeni che percorrono il famoso itinerario culturale europeo da Canterbury a Roma sulle tracce dei pellegrini del passato.

Alloggi e attività di turismo verde

Camminare lungo i percorsi storici significa anche scegliere con coerenza i luoghi di accoglienza che dovrebbero essere in pari con la filosofia del viaggio.

Infatti, esistono rifugi e una rete di ostelli da nord a Sud della nostra penisola che  garantiscono il comfort del viaggiatore e che promuovono uno stile di vita compatibile con l’ambiente e le sue comunità.

Così, tappa dopo tappa i pellegrini godono della ricchezza paesaggistica dei sentieri e contribuiscono alla loro manutenzione partecipando ad iniziative per la conservazione del patrimonio naturalistico e culturale.

Il loro entusiasmo e la dedizione verso i luoghi del viaggio che diventano presto posti del cuore è il metro di valutazione per la scelta della prossima destinazione.

Una tenda da campeggio in mezzo a un bosco sotto un cielo stellato. Le destinazioni sostenibili sono ovunque nel mondo e si concentrano sulla scelta di mete dove si rispetta la natura e le comunità locali

Come scegliere le destinazioni sostenibili

Le mete ideali per un viaggio responsabile sono quelle che offrono infrastrutture adeguate ma non invasive. Per orientarsi ci si può affidare a guide certificate, a tour operator sostenibili oppure verificare che le destinazioni abbiano delle certificazioni di sostenibilità.

Uno standard che le mete e strutture ricettive possono impegnarsi a raggiungere è  la ISO 21401. Questo attesta il lavoro che la struttura affronta per garantire l’uso di energie rinnovabili, la valorizzazione delle risorse del territorio, il rispetto dei diritti dei lavoratori e il rispetto della cultura locale.

Conclusioni: i viaggi sostenibili, la nuova prospettiva del turismo consapevole

Viaggiare in modo responsabile e sostenibile significa essere consapevoli dell’impatto che i nostri viaggi hanno sempre più sul pianeta terra.

Per troppo tempo abbiamo avuto un approccio antropocentrico anche nel turismo. Ma come abbiamo visto in questo articolo viaggiare non significa fare come Attila. Dobbiamo avere cura dei luoghi che visitiamo e che ci ospitano.

Perciò impariamo a considerare le nostre mete di viaggio come fossero l’antica Itaca per Ulisse, cioè casa.

Preserviamole nel tempo, dall’incuria umana e  arricchiamole di vita umana, di cultura e di rispetto.

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